Nelle regate lunghe come la 151 miglia i velisti partono il venerdì pomeriggio, passano una o due notti in mare e tornano la domenica, avendo imparato qualcosa di nuovo, valori, che servono nella vita di tutti i giorni.

151 miglia
Quando, nell’autunno scorso, Pierluigi Spadolini ha presentato il suo nuovo K9, un 50 piedi disegnato insieme ad Alessandro Vismara, era chiaro che il suo non era solo un progetto per vedere realizzate le sue ultime idee in materia di yacht design. K9 era, ed è, una filosofia, una mentalità.
Che finalmente sta riprendendo corpo tra gli armatori e i velisti italiani: navigare. In una bellissima uscita in mare nel golfo di Follonica, con un bel vento fresco di 15 nodi, il sole e il mare azzurro, K9 planava leggera al lasco. Il giro durò solo un paio d’ore, troppo poco per quanto fu bello: dalla Marina di Scarlino, a Punta Ala, girando lo scoglio dello Sparviero (isola di Troia) e bordeggiando qua e là.
A quella uscita mancava ancora il buio della notte, le stelle, un’alba, un tramonto, una planata di una decina d’ore senza soluzione di continuità e il passaggio attorno ad altri due, dieci, cento, mille isolotti.
Bisognava solo avere pazienza, perché Spadolini aveva intuito che le lunghe (quelle per le quali lui prova una certa nostalgia, perché in passato ne ha fatte tante trovando persino moglie, e per le quali non c’è per forza bisogno di avere una barca come la sua, ispirata agli Open per il giro del mondo) stavano tornando.
Parlò di una regata nuova come la 151 Miglia, che si è poi svolta con grandissimo successo, della quale i velisti avevano estremamente bisogno: prendere il largo tutti insieme un venerdì pomeriggio, passare una o due notti in mare, fare una bella festa all’arrivo, raccontarsi un po’ di storie e poi tornare lunedì in ufficio avendo imparato qualcosa di nuovo, valori, che servono nella vita di tutti i giorni.

Il successo delle regate lunghe: emozionano con un cielo stellato che non costa nulla

Nulla di più facile e di più bello. Non si può avere una barca con cucina, bagni, cabine e tavolo da carteggio, e poi farla girare solo un paio d’ore attorno alle boe diventando isterici se una issata di spi non è eseguita in 5 secondi (quello che avverrà al Campionato Italiano Assoluto di Vela d’Altura a fine agosto a Liverno, dove non è prevista neanche una prova costiera).
Che poi, a dirla tutta, queste regate lunghe, al di là della loro bellezza, hanno anche un altro vantaggio non da poco: tre giorni e due notti in barca, costano meno che tre giorni al ristorante e due notti d’albergo per tutto l’equipaggio.
E allora ecco un 2010 dal vento fresco per la vela d’altura italiana, con regate come Roma per Tutti, 151 Miglia, Tre Golfi, Brindisi-Corfù, Giraglia, La Cinquecento, Palermo-Montecarlo, Coppa Asteria, Targa Florio, Rimini-Tremiti-Rimini, Middle Sea Race e… mamma mia quante ce ne sono, che stanno spopolando ed entusiasmando.
di Andrea Falcon