Cosa fare sull\’isola di Sant\’Elena, resa famosa dall\’esilio di Napoleone ma con molto altro da offrire.

In mezzo all’Atlantico, lontano da Africa e America.

NATURA Attorno alla capitale Jamestown e al villaggio di Longwood si apre un territorio naturale incontaminato: tra le piante spicca la varietà locale della cussonia spicata, o cabbage tree.


A 1.200 miglia dalle coste africane dell’Angola e a 1.800 da quelle sudamericane del Brasile si trova quest’isola sperduta, ma davvero affascinante, famosa per essere stata l’ultimo luogo di esilio di Napoleone Bonaparte, che qui morì.
Oggi appartenente al Regno Unito e ad un Territorio Britannico d’Oltremare, insieme alle altre piccole terre emerse atlantiche di Isola dell’Ascensione e dell’arcipelago di Tristan da Cunha, Sant’Elena è un piccolo paradiso di natura protetta che può essere visitato in barca, sia arrivandovi in crociera via mare, sia noleggiando in loco un’imbarcazione.
Magari, se siete appassionati di pesca, quella di uno dei tanti pescatori locali che portano volentieri i turisti a fare battute di pesca lunghe anche un intero weekend.
Essendo un’isola di origine vulcanica, Sant’Elena ospita una natura brulla ma selvaggia e affascinante, fatta di ondulati rilievi all’interno e di coste rocciose che si aprono spesso in piccole cale gioiello, come quelle di Sandy Bay, Turks Cap Bay e Stone Top Bay.
Da vedere a terra, la tomba di Napoleone e la fortezza settecentesca di High Knoll.
Per maggiori info, www.sthelenatourism.com