Tommaso Spadolini suggerisce alcune soluzioni per aumentare il numero dei  partecipanti alle regate d’altura. A partire dal campionato italiano di fine agosto 2010 a Livorno.

L’occasione per scambiare due parole sulla situazione della Vela d’Altura in Italia con Tommaso Spadolini si presenta dal momento che il circolo velico del quale è Presidente da sei anni, lo Yacht Club Livorno (del quale il padre, Pierluigi Spadolini, fu socio fondatore nel 1965) ha organizzato dal 23 al 28 agosto 2010 il campionato italiano assoluto. “Non capita spesso che un campionato di questa importanza si disputi in una città, anziché in un posto, magari anche bello, che ha però alle spalle il nulla”, dichiara Spadolini: “Le barche saranno ormeggiate nel porto Mediceo, attaccate a Via Grande. Il campionato sarà gestito in prima persona dai soci dei sei circoli storici che costituiscono da tempo il Comitato Circoli Velici Toscani (il CCVT, ndr): i concorrenti saranno quindi accolti da un’ospitalità familiare e avranno modo di stare con la propria barca in una città molto bella. Ogni giorno, alla fine delle regate, gli organizzeremo da mangiare nel grande giardino della sede dello Yacht Club Livorno, al vecchio Forte della Bocca”. Anche in mare, l’organizzazione promette bene: “Abbiamo già il permesso per utilizzare due aree per il campo di regata”, prosegue Spadolini. “Ogni mattina, il Comitato deciderà quale utilizzare per sfruttare le condizioni  meteorologiche migliori del momento”.
Le statistiche degli ultimi dieci anni dicono che l’ultima settimana di agosto su Livorno soffiano dai 10 ai 14 nodi di vento di maestrale, quindi aria fresca e mare piatto. Non male davvero.

LA DIFFICOLTÀ DI REGATARE

Tommaso Spadolini è proprietario di Livingston, un Baltic 48 con avvolgi randa, winch elettrici ed elica di prua, sul quale “con mia moglie sto d’incanto”. Con la sua barca disputa le regate in classe Crociera Libera, un regolamento elaborato per i campionati invernali e per le regate locali dal CCVT. “A me piacciono le flotte di barche a conduzione familiare, anche se comprendo lo spirito degli armatori che verranno qui a Livorno con barche tirate e i professionisti a bordo, perché mio figlio è uno di loro, regata sul Libertine di Maurizio Biscardi, con Francesco De Angelis”. Proprio Biscardi sarà uno dei concorrenti più attesi a Livorno, perché regaterà con il nuovo Comet 50. “Un caso raro per la Vela d’Altura italiana di oggi, un settore nel quale barche da regata nuove sono sempre di meno”, afferma Spadolini. “Purtroppo, molti armatori sono stanchi della poca chiarezza dei regolamenti, che non sono in grado di creare vere e proprie classi. Per esempio, c’è ostruzionismo nei confronti delle vere barche da crociera ed è un gran peccato. Qui in Toscana, le barche iscritte ai campionati invernali e locali in Crociera Libera sono mediamente una trentina, mentre le imbarcazioni ORC o IRC sono al massimo una decina. L’UVAI e la FIV non riescono a fare chiarezza sulla distinzione precisa tra barche da crociera e da regata e i regolamenti lasciano troppo spazio alla libera interpretazione”.

Tommaso Spadolini, di Firenze, affermato architetto navale, armatore di un Baltic 48, Livingston, e Presidente dello Yacht Club Livorno.

Tommaso Spadolini parla per esperienza diretta: “Il mio Baltic ha l’elica di prua e non sono riuscito a stazzarlo perché né l’ORC né l’IRC la contemplano nel calcolo del rating. Mi è stato detto: ‘Sei l’unico a fare le regate con l’elica di prua con il buco, dovresti mettere quella retrattile’. Io, invece, penso che un regolamento non può non tenerne conto e allora scelgo di regatare felicemente in Crociera Libera con il regolamento che abbiamo creato per conto nostro”. Il campionato italiano assoluto di Vela d’Altura si disputerà come sempre in ORC, per i raggruppamenti Regata e Regata- Crociera. “Bisognerebbe fare una terza classe da Crociera, vera, ma purtroppo non c’è la volontà: si dovrebbero fare due partenze separate, perché i crocieristi non possono partire insieme ai professionisti, e i costi organizzativi, con due campi di regata, salirebbero alle stelle. Però, l’UVAI e la FIV, potrebbero dar vita a un campionato italiano di barche da crociera in un’altra sede, in un’altra data. Però, se il campionato italiano assoluto fosse aperto anche alle barche da crociera, ci sarebbero molti più partecipanti: il Trofeo Accademia di quest’anno ha subito un tracollo di iscrizioni: da oltre 70 a 48. Per il campionato italiano ci siamo organizzati per ospitare 60 barche, ma sarei molto felice se riuscissimo a superare le 50”.
Per finire, una cosa un po’ incomprensibile in un campionato di vela d’altura, è la mancanza di una prova lunga o, quantomeno costiera. “Mi sono scontrato con l’UVAI su questo tema, che non mi ha permesso di organizzare una regata lunga. Si disputeranno solo prove a bastone sulle boe per cinque giorni. Un campionato d’altura senza passare neanche una notte in mare, dove contano le capacità di navigazione, di meteorologia e, perché no, anche la fortuna, non ha molto senso, allora vale la pena andare a fare le regate con il monotipo. Poi, proprio qui a Livorno, dove ci sono tante isole che sono delle boe naturali bellissime. Niente, non facciamo neanche una media, una costiera”.
Andrea Falcon