Tra il 22 maggio ed il 6 giugno 2010 si sono svolte nell’isola della Maddalena le regate della Louis Vuitton Trophy, non senza alcune spettacolari sorprese!

Stefano Gattini/Azzurra

L’equipaggio francese di Aleph Sailing Team, con Bertrand Pacé al timone, che centra in pieno la fiancata di poppa della barca portata dagli uomini di Azzurra, a 30 secondi dalla partenza del match di qualificazione del Round Robin, è l’immagine che rimane più impressa alla fine del Louis Vuitton Trophy disputato a La Maddalena dal 22 maggio al 6 giugno 2010. Un episodio che ha messo in difficoltà gli organizzatori, già in ritardo sul programma per via delle giornate di regata annullate per il troppo o il troppo poco vento. Le due barche rotte nell’incidente erano quelle prestate da BMW Oracle Racing e non sono state più utilizzate (la prua è stata notevolente danneggiata). I dieci team iscritti hanno dovuto continuare a regatare utilizzando solo le due imbarcazioni messe a disposizione da Mascalzone Latino Audi Team, tanto che la manifestazione è stata portata a termine senza far disputare tre quarti di finale e la finale per il terzo e quarto posto. Alla fine ha vinto Emirates Team New Zealand che in finale ha battuto 3 a 2 Synergy Russian Sailing Team. Opaca la prestazione dei tre team italiani: quinto Mascalzone Latino Audi Team, sesto Azzurra e ottavo Luna Rossa.
Stefano Gattini/Azzurra

I Louis Vuitton Trophy (quello de La Maddalena era il terzo, il successivo a Dubai dal 13 al 28 novembre) potrebbero diventare gli eventi di un prologo ufficiale della prossima America’s Cup che tutti si aspettano ricca di novità. Entro il 31 agosto il Defender BMW Oracle Racing di Larry Ellison e il Challenger of Record Mascalzone Latino Audi Team di Vincenzo Onorato presenteranno il nuovo Protocollo; prima del 30 settembre annunceranno la classe di barche. Magari, dopo avere visto le regate de La Maddalena, disputate con le barche della Coppa del 2007, che paragonate al trimarano e al catamarano utilizzati da BMW Oracle e Alinghi nel Deed of Gift Match dello scorso febbraio sembrano vecchie di 100 anni, Larry Ellison si farà influenzare dal figlio, che un giorno gli ha chiesto: “Papà, ma perché ci state mettendo così tanto a decidere con che barche disputare la prossima America’s Cup? I multiscafi sono nettamente più spettacolari!”.
Chissà che questa Coppa America non si ringiovanisca finalmente un po’.
 

I PROTAGONISTI:

BEN AINSLIE

L’olimpionico, al timone dell’inglese Team Origin, stenta. Settimo classificato, con sole quattro vittorie.

ED BAIRD

Ha vinto la Coppa America del 2007 con Alinghi, ma con Luna Rossa ha finito terz’ultimo con tre punti.

DEAN BARKER

Un semplice autista. Quello neozelandese è un equipaggio che va da solo e, infatti, ha vinto anche questa volta.

GAVIN BRADY

È la speranza di Mascalzone Latino. A marzo, ad Auckland, è arrivato in finale; a La Maddalena quinto.

FRANCESCO BRUNI

Il timoniere di Azzurra ha vinto il primo Louis Vuitton Trophy a Nizza lo scorso novembre. Sesto in Sardegna.

SEBASTIEN COL

Il francese alla ruota del team franco-tedesco All4One cresce a dismisura. Semifinalista a La Maddalena.

TERRY HUTCHINSON

Era un eccellente tattico, si sta rivelando un ottimo timoniere. Alla ruota di Artemis ha perso solo contro i kiwi.

BERTRAND PACÉ

Che fosse furbo e aggressivo si sapeva. Ora sappiamo che il timoniere di Aleph è anche sfasciacarrozze.

JAMES SPITHILL

A forza di timonare multiscafi, lo skipper di BMW Oracle ha dimenticato le basi dei monoscafi: penultimo.

KAROL JABLONSKI

Il polacco al timone del team russo Synergy è uscito dal letargo. Battuto solo in finale dai neozelandesi.