Nella prossima America’s Cup ci sarà la nuova classe AC 72: modernissimi catamarani di 72 piedi che al posto dell’albero e della randa avranno un’ala rigida alta 40 metri. Ma per gareggiare servono 80 milioni

di Andrea Falcon

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Gilles Martin-Raget/americascup.com

Normalmente, quando si deve fare un controllo o un lavoretto al sartiame, si dice “salgo in testa d’albero”. Alla 34esima America’s Cup, che si disputerà nel 2013 a San Francisco, i partecipanti alla regata diranno “salgo sull’ala”. La prossima Coppa America, infatti, si svolgerà con la nuova classe AC 72. Si tratta di modernissimi catamarani di 72 piedi, lunghi 22 metri e larghi 14 m, che al posto dell’albero e della randa avranno un’ala rigida grande come un palazzo. L’ala è alta 40 metri, con una lunghezza di corda di 11 metri e una superficie di 300 metri quadrati. La Coppa del 2013, quindi, potrebbe essere un’edizione spettacolare, per il fascino del campo di regata (San Francisco) e l’eccezionalità delle barche (gli AC 72).

AMERICA’S CUP 2013, BUDGET RECORD PER PARTECIPARE ALLA REGATA

Nonostante la presenza degli AC72, probabilmente, sarà una regata ben al di sotto delle aspettative, ovvero con pochi partecipanti. Chi vorrà provare a togliere l’America’s Cup al defender Oracle Racing (che la detiene dall’anno scorso, quando l’ha strappata ad Alinghi) dovrà disporre di almeno 80 milioni di euro. Attualmente, agevolati da una tassa d’iscrizione simbolica di appena 25.000 dollari, sono 14 i team che hanno lanciato la sfida a Oracle Racing. Però, quando ci saranno da pagare entro l’anno due fideiussoni (a garanzia della partecipazione all’evento), per una spesa totale di un milione e mezzo di dollari, ne resteranno davvero pochi.

TEAM STORICI IN DIFFICOLTA’

Team di Coppa America con una storia e qualche risultato alle spalle hanno ammesso di trovarsi in grande difficoltà a trovare sponsor e risorse finanziare a sostenere la loro sfida. Tra questi ci sono Mascalzone Latino ed Emirates Team New Zealand. Ancora meno possibilità ce l’hanno tutti quei team che esistono solo sulla carta, come l’italiano Venezia Challenge del fantomatico Carlo Magna (in società con tale Emanuela Pulcino). Il team italiano, secondo il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, “vuole sfruttare immagine e nome di Venezia per raccogliere soldi per un’iniziativa strettamente commerciale”. Tuttavia, perché l’America’s Cup si svolga, a Oracle Racing basta anche un solo sfidante. L’unico che al momento ha la certezza di partecipare alla regata è lo svedese Artemis Racing, a capo del quale c’è il caro Paul Cayard.