Come gestire una navigazione con forte vento in barca a vela.

Improvvisamente il vento sale a 25/28 nodi. Groppo o burrasca? Come organizzi la tua imbarcazione e come timoni per navigare in assetto nelle andature di bolina, traverso e gran lasco. La risposta vincente è di Andrea

a cura di Alberto Cossu
come vestire il vento della barca
Abbiamo chiesto sul nostro sito www.giornaledellavela.com come ci si comporta se durante una navigazione tranquilla e piacevole il vento, da brezza di 8/10 nodi passa improvvisamente a 25/28 nodi. Il quiz completo diceva: Sei in mare aperto e le condizioni da vento leggero di 10 nodi arrivano a 25/28. Come organizzi la tua imbarcazione e come timoni per navigare in assetto e comodamente a vela nelle andature di bolina, traverso e gran lasco. La barca a vela è armata con randa steccata full batten con carrelli su rotaia. Genoa avvolgibile con sovrapposizione al 120%…”. Il vincitore di questo mese è Andrea Carraro di Lesa, in provincia di Novara.

COME SI ORGANIZZA ANDREA, IL VINCITORE

Durante una navigazione reale in barca a vela, la prima cosa da considerare sarebbe capire come sempre le condizioni meteo marine che stanno caratterizzando l’arrivo dei temuti 25/28 nodi, partendo da un iniziale rilassante valore di soli 10 nodi (regime ideale per una tranquilla crociera). Analizzo quindi la situazione di groppo di passaggio o di una vera e propria burrasca.
GROPPO: Se il rinforzo del vento è improvviso si tratterebbe infatti di un groppo e quindi, il problema più grande si ridurrebbe principalmente alla sola intensità e direzione del vento, entrambi da gestire con una pronta e temporanea riduzione delle vele ed una rapida messa in sicurezza delle persone e della barca. Ci si lega se si fa in tempo e si rizzano gli oggetti più grandi che possono volare, come il tender per esempio. Il groppo si vede quando arriva e, se il ridotto equipaggio non sta sonnecchiando, riduco per tempo la grande randa full batten fino ad ammainarla completamente visto che in due risulterebbe in ogni caso un problema in più da gestire. Il genoa, invece, è bene avvolgerlo fino a raggiungere le dimensioni di un genoa “olimpico”, cioè con il punto di scotta all’altezza dell’albero.
A questo punto tutte le andature anche con equipaggio ridotto sono possibili fin da subito, fin da quando cioè arriva davvero l’improvviso e temuto rinforzo… e da qualunque parte esso arrivi ! In questo “assetto da groppo di 25/28 nodi” è evidente che con il solo genoa, anche se in sole due persone, ci si ritroverebbe a gestire poche cose e soprattutto manovre sicure e maneggevoli come lo sono quelle di un genoa ridotto al punto giusto. È bene ricordare infatti, che un groppo è caratterizzato non solo dalla forte intensità ma anche da un cambio repentino della direzione del vento. All’Isola d’Elba ricordo di averne preso uno bello forte e brevissimo con un equipaggio di amici e, chi non si era premunito per tempo, straorzava e strapoggiava senza tregua con il boma che spazzava pericolosamente la coperta, fin anche ad arrivare ad un disalberamento di un 10 metri che, fortunatamente, non causò alcun danno alle persone ma soltanto alla povera barca, che fu poi trainata da un mezzo della Capitaneria di Porto nel vicino porto di Marciana Marina.

barca a vela in burrasca
IN DUE A VOLTE È MEGLIO SENZA RANDA. Spesso in condizioni di equipaggio ridotto e vento sostenuto, ammainare la randa in attesa che le condizioni si stabilizzino può essere la soluzione migliore. Si naviga solo di fiocco, con la barca a vela più piatta e in caso di cambi di direzione non si corrono rischi in manovra.

LE ANDATURE CON IL GROPPO

La bolina è possibile anche ad angoli al vento (non sono in regata…) di tutto rispetto vista l’equilibrata dimensione della vela e la possibilità di regolarne a piacere e agevolmente il rendimento tramite il carrello. E l’onda? Direte voi… l’unica cosa bella del groppo è che l’onda non dovrebbe assolutamente essere un problema per un 14 metri di qualità anche se con sole due persone a bordo, quasi quasi da farsi uno spuntino per ammazzare il tempo.
L’andatura al traverso non sarà velocissima senza randa, ma almeno non si ha il problema del boma da gestire e in più si naviga con la barca a vela meno sbandata che aiuta a non cadere fuori bordo! In sole due persone di equipaggio sarebbe infatti un vero e proprio dramma da evitare a tutti i costi! I groppi improvvisi a volte non permettono di assicurarsi per tempo e in modo adeguato utilizzando le cinture di sicurezza, se non quando purtroppo si è già nel bel mezzo della buriana.
La navigazione al gran lasco diventa quasi imbarazzante, sospinti dal vento in tutta tranquillità, si potrebbe anche arrivare a mettere su il pranzo se la direzione del vento risulta essere costante. Di norma l’onda di un groppo non è sicuramente fastidiosa per il nostro 45 piedi. Una volta passato il groppo riprendo poi a navigare in condizioni normali.
BURRASCA: Se i 25/28 nodi arrivano invece in modo progressivo come peggioramento generalizzato del tempo, allora tutto cambia e sarebbe sicuramente interessante anche capire fin da subito quale direzione prendere per fuggire o resistere. Si mette in sicurezza la barca a vela fissando, rizzando, chiudendo tutto e ci si prepara nel miglior modo partendo dal tipo di abbigliamento più idoneo da indossare, cibo e acqua nelle posizioni più confortevoli da raggiungere; la burrasca non so a voi ma in generale mette sete e sgranocchiare solitamente rilassa. La randa full batten è molto performante e quindi, in sole due persone, preferirei ridurla al minimo, almeno due mani fin dal primo accenno di rinforzo mantenendo invece il più a lungo possibile un genoa di dimensioni generose ma sempre adeguate all’andatura rispetto all’intensità del vento e carrello del genoa indietro.
Più verso prua se invece l’intensità del vento non è critica per le dimensioni della vela. Questo tipo di set up è perfettamente gestibile e divertente con due persone anche con onda formata. In questo modo anche su un 14 metri con randa full batten, non dovrebbero esserci grosse necessità di gestire di continuo la posizione del carrello randa e poi, la sola vela da ridurre “in corsa”, rimarrebbe il genoa che, essendo avvolgibile, permette molto e perdona anche molto.

NAVIGANDO CON BURRASCA

Grazie al fatto di aver conservato una piccola randa (che è full batten con garanzia di forma), l’andatura di bolina sarà filante ed efficiente. Avendo così ridotto notevolmente il possibile sbandamento causato dalla randa, si riducono nel contempo i problemi legati a possibili straorzate e non si ha la necessità di intervenire in continuazione sul suo carrello che rimane comunque facile da gestire anche da una sola persona. Se necessario il carrello lo si può infatti portare leggermente sottovento oppure più al centro barca a seconda delle condizioni di navigazione.
“L’acceleratore” e anche una buona parte dello sbandamento, sono invece controllati tramite il Genoa che, di bolina, al crescere dell’intensità del vento e all’altezza delle onde, si riduce facilmente usando il rollafiocco. Infatti, al crescere dell’intensità del vento, posso tranquillamente continuare a navigare, lasco il genoa fino a farlo fileggiare e quindi lo riduco avvolgendolo, sposto il carrello secondo esigenza e poi bordo la vela, tutto da solo mentre il mio compagno di avventura resta al timone.
A 18/20 nodi lo riavvolgo di un 10% e sposto verso poppa il carrello fino ad avere un genoa che, a 25/28 nodi, sarà presumibilmente ridotto almeno del 20%. Sposto il carrello verso poppa se lo sbandamento della barca a vela risultasse essere eccessivo.
Al traverso con 25/28 nodi l’andatura è di grande effetto con carrello randa poco sotto vento per non sbandare troppo. Il genoa è ridotto con decisione almeno del 20% con carrello in posizione più verso poppa. Dopo i primi aggiustamenti anche questa andatura non dovrebbe richiedere grandi manovre da parte del ridotto equipaggio e questa è una delle priorità quando si è in pochi.
Al gran lasco i gusti personali e le caratteristiche dei nostri due amici imbarcati prevalgono: prestazione sportiva con navigazione rapida o ricerca della giusta velocità di navigazione? Io personalmente opterei per quest’ultima soluzione. Severamente vietato invece soffrire fisicamente e rischiare inutilmente per i forti rollii indotti dalle onde in arrivo contro una barca che si fa trovare magari troppo lenta rispetto alle condizioni del mare. Carrello randa sopravento e più laschi di scotta; genoa ridotto di un 20% e carrello verso prua.

LE MIE CONSIDERAZIONI

Una cosa è certa: in due non è bene affaticarsi troppo, il brutto tempo potrebbe durare. In due, non è bene avere una barca e delle vele male assettate e mal bilanciate che necessitano continue ed estenuanti regolazioni e riduzioni, sia in presenza di onda sia con poca onda. In due l’importante è riuscire comunque a divertirsi e questo lo si ottiene solo fra persone che valutano con franchezza il loro stato psicofisico ed il loro grado di resistenza alla fatica…. quindi molto meglio faticare il minimo per ottenere il massimo risultato.