Abitare, rispettare, muoversi e interagire

by Matteo Zaccagnino

L’ossessione del nuovo. Il ruolo delle idee. Le esigenze del cliente. Il mercato. Sono elementi che caratterizzano il percorso evolutivo dello yacht design. Non solo. Sono queste le coordinate attorno alle quali si delimita il raggio d’azione del progetto e di conseguenza tracciano il perimetro entro il quale si devono muovere le idee. Ma non basta. Una barca è anche e soprattutto un luogo che si abita e come tale deve rispettare determinati principi e regole. Tutto qui? No. Come se non bastasse a complicare le cose il fine ultimo dell’utilizzo di una barca è muoversi in un ambiente con il quale si trova a interagire continuamente.
Considerazioni queste necessarie per capire fino in fondo quanto sia complesso e al tempo stesso affascinante il ruolo dello yacht designer al quale spetta il compito di rappresentare, far convivere e soprattutto conferire una forma e una funzione a tutti questi aspetti.
Una cosa però è la teoria un’altra è la pratica. Basta andare in una marina o in una rada per toccare con mano una realtà composta da una babele di linguaggi stilistici. Forme che nascono dall’esigenza di accontentare solo dal punto di vista formale questo o quel cliente. Tutte così differenti, tutte così uguali nell’affermare il principio di una diversità che oggi è diventata omologazione. Con il risultato però che a differenza di quanto accadeva in passato oggi è diventato difficile dare perfino un nome allo stile che rappresenta questo particolare periodo storico.
Ecco dunque la vera sfida di chi oggi si avvicina alla professione dello yacht designer: evitare di assecondare solo il canto delle sirene di un’estetica fine a se stessa e ritrovare invece la rotta che guidi verso la sostanza di un progetto sostenibile sotto il profilo funzionale.