La vela di prua, il genoa, è continuamente sollecitata, e necessita attenzioni particolari. I rinforzi e le protezioni sono fondamentali. Ecco una guida alla scelta e alla manutenzione

Il genoa e i suoi segreti: dalla scelta alla manutenzione

Il genoa deve essere pensato in maniera completamente differente dalla randa. Su una barca da crociera, è rollato sull’avvolgifiocco, quindi la sua forma e il suo taglio è già condizionato dall’utilizzo dell’avvolgitore. Partendo dal presupposto che la vela di prua parzialmente avvolta lavora male e si indebolisce il consiglio è quello di organizzare il piano velico con un genoa più piccolo. Tale forma, sarà penalizzante sicuramente in navigazione con arie molto leggere di bolina e anche al lasco.

Ma i benefici sono molteplici

Il primo è la facilità di manovra; una vela più piccola permette di virare senza troppa fatica anche se ai winch c’è un ospite alle prime armi. Un secondo vantaggio è quello di ritardare la riduzione della vela con l’incremento del vento, potendo così navigare con una vela a prua con la forma corretta e più piatta. Ovviamente un disegno del genere vi porta a utilizzare più frequentemente un gennaker o una vela tipo Code Zero per navigare ad andature più larghe.

DI CHE TIPO?

Il genoa soffre particolarmente sulla base e sulla balumina. Sulla base perché sfrega continuamente sulle draglie. Invece sulla balumina perché può toccare le sartie e rimane sempre esposta al sole, anche quando la vela è avvolta. Per questo motivo quando ordinate un genoa al velaio pretendete rinforzi opportuni in queste zone e bande anti UV generose. Il genoa dovrebbe essere disegnato con dei rinforzi, in modo da lavorare correttamente anche quando è parzialmente avvolto. Il velaio potrà essere abbastanza preciso, ma è vostra cura ridurlo, diminuendo la superficie esposta al vento correttamente, secondo il taglio della vela.

I DETTAGLI IMPORTANTI

Le bande anti UV sono fondamentali per proteggere la vela quando è avvolta, il velaio, deve prevederne la giusta quantità, ma voi dovete fare attenzione ad avvolgere la vela in modo che la banda copra lungo tutta l’altezza della vela. Ricordate che la vela di prua è quella che con vento forte fa sbandare la barca, quindi per navigare più comodi è meglio richiedere una forma più piatta possibile.

Per mantenere la vela “magra” nel tempo i tessuti più indicati sono laminati, con kevlar, dyneema ecc. il tessuto come il Dacron, essendo molto più elastico tende a perdere la forma più rapidamente.

Il genoa e i suoi segreti: dalla scelta alla manutenzione

cosa controllare, e come capire quando il genoa è “cotto”

BASE E BALUMINA ROVINATA

Perché? A causa del sole, dello sfregamento su draglie e crocette, perchè la vela rimane sempre con il meolo “stracazzato”.

Cosa comporta? Trovate la vela in balumina con una forma negativa, la classica unghia. La forma della vela è completamente alterata, in più se la banda UV è danneggiata il tessuto si indebolisce.

Soluzione: Inizialmente potete portarla dal velaio e farla rifilare, cambiando ovviamente le bande UV. Potete farlo al massimo 1 o 2 volte, oltre vi trovereste con una vela dalla forma alterata e poco efficiente.

HA PERSO LA FORMA

Perché? Il Genoa è molto più stressato rispetto alla randa, soffre maggiormente le onde e spesso quando si riduce, non lavora correttamente secondo il disegno di forma.

Cosa comporta? Un fiocco “panciuto” comporta un maggior sbandamento della barca quindi diminuisce il confort di navigazione.

Soluzione: Rifilarlo non è la cosa migliore, se è deformato non c’è alternativa alla sostituzione della vela. Magari fatela con un tessuto più rigido.

LE CUCITURE SALTANO E L’USURA È NELLO STESSO PUNTO

Perché? Se saltano le cuciture ovviamente sono fatte male. Se invece si strappa o si rovina spesso sempre nello stesso punto, verificate l’attrezzatura di bordo, magari avete il fanale di via poco riparato o le draglie spelate.

Cosa comporta? A lungo andare la vela si strappa del tutto e la vostra crociera si deve interrompere per una sosta dal velaio…

Soluzione: Per quanto riguarda le cuciture alcuni velai usano fili colorati per unire i pannelli di una vela. Sono utili per capire quando salta una cucitura fondamentale e una meno necessaria. Per l’usura in punti precisi conviene ovviamente fare un check all’attrezzatura, magari salendo anche in testa d’albero e controllare anche lo stato del tamburo del rollafiocco.

Il genoa e i suoi segreti: dalla scelta alla manutenzione

IL GENOA HA LA CLASSICA UNGHIA IN BALUMINA

Perché? Da quando avete comprato la vela vi siete completamente dimenticati che è dotata di meolo, ed è rimasto cazzato dall’anno prima.

Cosa comporta? La vela con il tempo si deforma e fa fatica a a far scorre e uscire il flusso dell’aria, quello che da la spinta all’avanzamento della barca.

Soluzione: Mollate il meolo… Se con il tempo è marcito o si è accorciato, portate il genoa in veleria per la sostituzione del meolo.

LUNGA VITA ALLA RANDA IN 4 MOSSE

1 Regolare la drizza in navigazione

La drizza influisce tantissimo sulla forma della vela. Regolate quindi la sua tensione in funzione dell’andatura e dell’intensità del vento. Una vela regolata male a lungo andare si rovina e perde la sua forma.

2 Attenzione all’attrezzatura

Sistemate delle protezioni sulle sartie, in prossimità dei tenditori e sulle crocette. Allo stesso modo anche la vela deve avere dei rinforzi opportuni in queste zone. Eviterete un’usura del tessuto che causa rotture!

3 La protezione in porto

Le bande anti UV sono fondamentali per proteggere la vela. Esistono anche delle coperture per il genoa avvolto. Sono utili, ma attenzione che con i colpi di vento può aprirsi e rovinare l’attrezzatura.

4 La manutenzione invernale

Il genoa è semplice da disarmare, facile da piegare e quando è riposto nel suo sacco occupa poco spazio. Prima di piegarlo, allentate bene il meolo della balumina.