La battaglia tra cruiser e racer si gioca sempre più sul filo delle prestazioni: dovendo fare un investimento, meglio acquistare uno yacht che si può usare anche per viaggiare

racer cruiser barca da regata crociera

È appena terminata la Rolex Maxi di Porto Cervo ed è interessante fare un bilancio tecnico di ciò che abbiamo visto e ammirato. Innanzitutto la passione e l’entusiasmo con cui tutti gli armatori, quelli storici e i nuovi arrivati, affrontano il progetto di un maxi sia come barca da regata che come barca da crociera.

Oggi è infatti scontato che gli armatori tengano il timone della loro barca durante le regate perché altrimenti non si divertono.

Più grandi, più prestanti

È anche sempre più evidente che i Maxi cruiser-racer stanno avendo il sopravvento sulle barche da regata pura come i Maxi72. Questo perché l’ingente investimento in vele, attrezzatura ed equipaggio si ripaga meglio su una barca che viene usata tutto l’anno anche per il diporto. Viceversa, tanti soldi impiegati per una barca che può essere usata solo per quattro regate l’anno, iniziano a infastidire anche gli spiriti più agguerriti.

Tutto ciò è diventato non solo possibile, ma soprattutto più divertente da quando i nuovi materiali hanno reso queste barche ibride fra crociera e regata molto più veloci e manovrabili. Addirittura le grandissime barche da crociera si stanno finalmente trasformando, grazie alle nuove tecnologie, da goffi motorsailer ad agili yacht a vela.

I nuovi materiali

Gli scafi in carbonio, la falegnameria in composito, le attrezzature in titanio, le vele in laminato di carbonio, le scotte e le drizze in Dynema, hanno nel complesso rivoluzionato il sistema barca aumentando nel contempo il comfort e la manovrabilità. Fino a 30 anni fa uno yacht a vela che avesse un rapporto superficie velica / dislocamento uguale a 5 (5 m2 per tonnellata) era considerata una barca a vela potente e capace di vincere le regate.

Oggi abbiamo barche da crociera che si permettono di avere un rapporto uguale o addirittura superiore a 10, manovrabili da una frazione dell’equipaggio necessario in passato. La velocità massima di bolina è aumentata del 20% a parità di lunghezza al galleggiamento. La velocità al lasco raddoppiata.

Il vento minimo necessario per muovere dignitosamente un gigante di 40 metri a vela è passato da 15 a 5 nodi! Tutto questo si trasforma in divertimento e quindi in un mercato più grande e più soddisfatto.

La battaglia tra cruiser e racer si gioca sempre più sul filo delle prestazioni: dovendo fare un investimento, meglio acquistare uno yacht che si può usare anche per viaggiare

racer cruiser barca da regata crociera

È appena terminata la Rolex Maxi di Porto Cervo ed è interessante fare un bilancio tecnico di ciò che abbiamo visto e ammirato. Innanzitutto la passione e l’entusiasmo con cui tutti gli armatori, quelli storici e i nuovi arrivati, affrontano il progetto di un maxi sia come barca da regata che come barca da crociera.

Oggi è infatti scontato che gli armatori tengano il timone della loro barca durante le regate perché altrimenti non si divertono.

Più grandi, più prestanti

È anche sempre più evidente che i Maxi cruiser-racer stanno avendo il sopravvento sulle barche da regata pura come i Maxi72. Questo perché l’ingente investimento in vele, attrezzatura ed equipaggio si ripaga meglio su una barca che viene usata tutto l’anno anche per il diporto. Viceversa, tanti soldi impiegati per una barca che può essere usata solo per quattro regate l’anno, iniziano a infastidire anche gli spiriti più agguerriti.

Tutto ciò è diventato non solo possibile, ma soprattutto più divertente da quando i nuovi materiali hanno reso queste barche ibride fra crociera e regata molto più veloci e manovrabili. Addirittura le grandissime barche da crociera si stanno finalmente trasformando, grazie alle nuove tecnologie, da goffi motorsailer ad agili yacht a vela.

I nuovi materiali

Gli scafi in carbonio, la falegnameria in composito, le attrezzature in titanio, le vele in laminato di carbonio, le scotte e le drizze in Dynema, hanno nel complesso rivoluzionato il sistema barca aumentando nel contempo il comfort e la manovrabilità. Fino a 30 anni fa uno yacht a vela che avesse un rapporto superficie velica / dislocamento uguale a 5 (5 m2 per tonnellata) era considerata una barca a vela potente e capace di vincere le regate.

Oggi abbiamo barche da crociera che si permettono di avere un rapporto uguale o addirittura superiore a 10, manovrabili da una frazione dell’equipaggio necessario in passato. La velocità massima di bolina è aumentata del 20% a parità di lunghezza al galleggiamento. La velocità al lasco raddoppiata.

Il vento minimo necessario per muovere dignitosamente un gigante di 40 metri a vela è passato da 15 a 5 nodi! Tutto questo si trasforma in divertimento e quindi in un mercato più grande e più soddisfatto.